Orchidea Phalaenopsis

Tu sei qui:
grado di difficoltà

Difficoltà coltivazione: Intermedio

ciclo vitale della pianta

Ciclo vitale: Perenne

Dimensione pianta: Altezza 40-50 cm

Posizione ideale

Camere e sale ricche di luce non diretta.

Illuminazione

Luce abbondante durante tutta la giornata, non esposta ai raggi diretti del sole.

Umidità

Mantenere l'Orchidea in un range di umidità relativa tra 50% ed il 70%.

Temperatura

Ama il caldo, con temperatura minima tra 17-18°C e una massima tra i 22-28°C.

Annaffiatura

Annaffiare una volta alla settimana, assicurandosi che il substrato sia asciutto e il vaso leggero.

Concimazione

Ogni due settimane da marzo a ottobre, una volta al mese in inverno con concime liquido specifico per orchidee.

Rinvaso

Ogni 2 anni circa in base alla crescita.

Potatura

Va eseguita solo in circostanze specifiche.

Malattie e parassiti

Cocciniglia, afidi e alcuni tipi di fungo.

Moltiplicazione

Sviluppo per keiki.

orchidea phalaenopsis

Informazioni dettagliate sulla cura della tua Phalaenopsis

Indice

Curiosità e approfondimenti sull'Orchidea Phalaenopsis

Phalaenopsis è il nome di un genere di orchidee a ramificazione monopodiale che può crescere in altezza fino ad un massimo di 60 cm.

 

Originaria del sud-est asiatico, può essere trovata in vaste aree che vanno dall‘India orientale all’Australia settentrionale.

Si tratta di un’orchidea epifita, con grandi radici che in natura le permettono di vivere attaccata alla corteccia di un albero.

 

La Phalaenopsis è l’orchidea per antonomasia, rinomata a livello mondiale ed è con ogni probabilità l’esemplare più venduto in assoluto.

 

Il suo nome deriva dal greco antico “phalaina” (falena) e “opsis” (a forma di), riferito al suggestivo fattore di forma dei suoi fiori che ricordano una falena.

 

Se cerchi la tua prima orchidea, la Phalaenopsis è senza dubbio una validissima scelta!

 

Prenditi del tempo e leggi questo articolo per intero se è la tua prima esperienza, tratteremo i più importanti punti per scoprire velocemente le basi fondamentali alla sua coltivazione.

Dove posizionare la tua Phalaenopsis?

Conosciuta anche come Orchidea Falena, la Phalaenopsis abbellisce facilmente ogni ambiente con i suoi magnifici fiori che ricordano le ali di una grande farfalla.

 

Si tratta di un’orchidea monopodiale, ovvero che produce un solo stelo capace di fiorire anno dopo anno.

Ama ambienti caldi, umidi e molto luminosi, quindi qualsiasi punto della tua casa rispetti questi requisiti è la posizione ideale.

 

 

Alcuni esempi di collocazione possono essere:

  • Su di un tavolino/mobile in una sala ben illuminata da una luce solare abbondante ma non diretta.

 

  • In cucina e in bagno, se illuminate dal sole queste stanze offrono spesso ambienti caldi e umidi perfetti per l’orchidea.

 

  • In un ambiente dove sono già presenti altre piante da interno, con le quali l’Orchidea crea una sinergia capace di migliorare l’ambiente.
phalaenopsis

Quanta luce serve ad una Phalaenopsis?

illuminazione phalaenopsis

La coltivazione delle Orchidee Phalaenopsis richiede molta luce solare non diretta, pertanto una posizione esposta a sud offre le condizioni ottimali per fornire tutta la luce necessaria.

Laddove i raggi diretti del sole colpiscono l’ambiente per molte ore del giorno è possibile usare dei tendaggi che vadano a filtrare la luce.

 

L’esposizione solare è fondamentale per la fioritura!

 

Un’Orchidea Phalaenopsis sana che però non fiorisce o ha fioriture molto blande riceve quasi sicuramente troppa poca luce.

Quali sono i livelli ottimali di umidità?

Essendo originarie dei climi tropicali, curare la tua Phalaenopsis può risultare complicato per via dell’alta umidità necessaria.

I valori relativi dovrebbero essere sempre compresi tra il 50 – 70% per garantire le condizioni migliori possibili.

 

Cerca di rispettare sempre questi valori, la siccità può essere tollerata per brevi periodi, ma sul lungo termine nuocerà alla tua Orchidea Phalaenopsis.

 

Picchi di umidità occasionali non sono un problema, ma ricorda che umidità comprese tra l’80 e il 90% per periodi prolungati possono diventare un invito per funghi e marciumi.

phalaenopsis umidità

Qual è la temperatura giusta per una Phalaenopsis?

temperatura phalaenopsis

Le origini tropicali di questa pianta la rendono adatta a vivere alle temperature della tua casa, a meno che non abiti in un luogo particolarmente freddo.

 

Le minime notturne non dovrebbero mai scendere sotto i 18°C e le massime diurne non sopra i 32°C.

In questo range la Phalaenopsis non corre nessun rischio.

 

Evita sempre la vicinanza ai termosifoni in inverno, possono cambiare la temperatura e l’umidità della pianta troppo velocemente danneggiandola.

 

Lo stesso discorso vale per posizioni vicine a finestre che vengono aperte spesso e/o la presenza di spifferi d’aria fredda che possono essere particolarmente dannosi.

 

La temperatura è il modo con cui l’Orchidea interpreta il cambio di stagione, squilibri improvvisi possono confonderla e indebolirla.

Quando, quanto e come innaffiare una Phalaenopsis?

Grazie alla struttura spessa e succulenta delle sue foglie, la Phalaenopsis deve essere annaffiata poco ma con regolarità usando possibilmente acqua demineralizzata.

 

In condizioni ottimali ti basterà innaffiare una, massimo due volte a settimana con acqua a temperatura ambiente preferibilmente priva di calcare, quella piovana è perfetta.

La pianta stessa ti indicherà il momento più idoneo per una nuova annaffiatura tramite la colorazione delle radici che diventano argentee.

 

 

Esistono principalmente due metodi per annaffiare un’Orchidea epifita come la Phalaenopsis:

 

  • Immersione

Immergi il vaso in un contenitore pieno d’acqua per qualche minuto, avendo cura di far scolare l’acqua in eccesso.

 

  • Annaffiatura dall’alto

Punta il becco dell’annaffiatoio verso il terriccio e versa abbondante acqua finchè non la vedi uscire dai fori di drenaggio sul fondo del vaso.

annaffiare phalaenopsis

Quando si concima l’Orchidea Phalaenopsis?

Le Phalaenopsis richiedono concimazioni leggere ed equilibrate nel tempo, con concime liquido specifico per orchidee.

 

Dovresti concimare:

  • ogni due settimane da marzo a ottobre;
  • mentre sarà sufficiente una sola volta al mese in inverno.

 

Ricorda sempre: La concimazione è un processo FONDAMENTALE per garantire la salute e una rigogliosa fioritura della tua Phalaenopsis.

 

Se trascurerai questo aspetto, potresti non riuscire più a farla fiorire e assistere ad una crescita molto rallentata.

concime per orchidee

Concime specifico per Orchidee ➡

Quando è il momento di rinvasare?

rinvasare phalaenopsis

Come per ogni pianta, anche la Phalaenopsis deve affrontare ciclicamente il processo di rinvaso con il proseguire di una crescita sana.

Dovresti svolgere l’operazione tra maggio e giugno poco prima di inizio estate.

 

Usa vasi trasparenti forati sul fondo, più grandi di 2 – 3 cm rispetto al precedente per mantenere tassi di crescita rapidi.

Se userai vasi troppo grandi, la tua Phalaenopsis si concentrerà a sviluppare più radici, togliendo energia alla crescita dei fiori e del fusto.

 

Usa esclusivamente un terriccio specifico per orchidee ricco di corteccia Bark o Orchiata.

Puoi infine preparare il vaso mettendo un piccolo strato di argilla sul fondo che aiuterà il drenaggio e l’aerazione delle radici.

kit rinvaso orchidee

Kit Rinvaso per Orchidee ➡

rinvasare phalaenopsis

Esistono tre situazioni in cui si deve procedere al rinvaso di un Orchidea epifita:

 

  1. Rinvaso ordinario:

Ovvero quando la pianta è cresciuta troppo rispetto al suo vaso. In questo caso è possibile vederlo oltre che dalle dimensioni della pianta, anche dalle radici che tendono ad attorcigliarsi o ad uscire dal vaso.

phalaenopsis rinvaso

2. Rinvaso straordinario:

Si tratta di un trapianto necessario per sostituire il Bark o il substrato utilizzato.

Non è un processo che si svolge con cadenza regolare, ma va effettuato quando prendendo in mano un pezzo di corteccia esso appare decomposto e friabile.

 

Un buon Bark dura mediamente 4 anni dal momento della messa in vaso.

rinvaso orchidea phalaenopsis

Bark per Orchidee ➡

3. Rinvaso d’emergenza:

Ci sono situazioni come un grave marciume radicale che richiedono un intervento immediato indipendentemente dalla fase in cui si trova l’Orchidea Phalaenopsis.

Opta per questo processo solo se sono presenti evidenti segni di radici marce, in caso contrario aspetta che arrivi il periodo adatto per il normale rinvaso ordinario.

phalaenopsis rinvaso
rinvaso orchidea phalaenopsis

Come e quando potare un'Orchidea Phalaenopsis?

orchidea phalaenopsis potatura
potatura phalaenopsis

Le Phalaenopsis sono orchidee a ramificazione monopodiale, e possono quindi rifiorire anche dagli stessi steli.

 

La potatura di solito si effettua per fattori estetici, andando a tagliare parti rinsecchite da cui non nascono nuovi fiori.

 

Prima di effettuare qualsiasi taglio però, ricordati di sterilizzare SEMPRE le tue cesoie passandole alla fiamma!

 

I principali interventi di potatura sono:

 

Fioritura forzata

Taglia 2 cm sopra l’ultimo nodo vivo, nella parte più alta della pianta, che deve essere verde e non secca.

Questa tecnica stimola i nodi sottostanti a fare una nuova fioritura in tempi brevi.

 

Usa questo metodo in un periodo consono e compatibile con la reale fioritura della Phalaenopsis (poco prima o poco dopo).

potatura phalaenopsis

Ri-radicazione

Questo tipo di potatura è molto pesante e si utilizza di solito con quelle orchidee che hanno perso molte radici o non sono più ricche di vitalità come prima.

 

Si fa un taglio a 2 cm dal primo nodo partendo dal colletto dell’orchidea, asportando tutta la parte superiore.

 

Deve essere eseguito su piante dalla salute quantomeno accettabile, essendo un pesante stress.

 

Questa operazione indurrà la Phalaenopsis a produrre nuove radici e in seguito un nuovo stelo più forte e vitale, capace di fare copiose fioriture.

 

 

Rimozione delle radici morte

Le orchidee epifite come la Phalaenopsis richiedono un’accurata potatura delle radici durante il processo di rinvaso.

 

Rimuovi le radici vecchie e secche per consentire la crescita di nuove radichette che daranno maggiore vitalità a tutta l’Orchidea.

Come si moltiplica un’Orchidea Falena?

keiki phalaenopsis

La Phalaenopsis si moltiplica per divisione dei keiki, poichè essendo monopodiale non sviluppa nuovi pseudobulbi.

 

La sua moltiplicazione è quindi direttamente correlata alla nascita di piccoli organi dotati di radici indipendenti a ridosso degli steli chiamati per l’appunto “Keiki”.

Il termine significa “bambino” in lingua hawaiana, ed è a tutti gli effetti il “bambino” della tua Phalaenopsis, destinato a diventare una nuova orchidea indipendente.

 

Puoi staccarli con facilità e metterli a dimora in un piccolo vaso con del bark, a patto che abbiano almeno qualche centimetro di apparato radicale.

Quali sono le malattie e i parassiti della Phalaenopsis?

Se coltivata in appartamento, la Phalaenopsis corre molti meno pericoli di quelli che troverebbe stando all’aperto.

Un ambiente pulito sarà più che sufficiente ad evitare spiacevoli visite.

 

Ad ogni modo, se prevedi di spostarla spesso dovresti fare dei trattamenti preventivi a base di sapone molle per fornirle una maggiore protezione.

olio di neem spry
sapone molle liquido

Sapone molle + Olio di neem ➡

I più comuni malanni sono:

 

Cocciniglia 

Si tratta di un pericoloso nemico della tua Phalaenopsis, che la predilige fra le piante ornamentali che infesta.

Si presenta solitamente in due forme:

 

Cocciniglia cotonosa

La si riconosce facilmente per via delle macchie bianche cotonose che lascia sulle foglie.

cocciniglia cotonosa

Cocciniglia mezzo grano di pepe

Come dei piccoli grani di pepe, questo parassita è riconoscibile per delle piccole protuberanze nere che forma sulle foglie che infesta.

 

Per prevenire i suoi attacchi è consigliabile trattare le piante con sapone molle potassico e olio di neem.

In casi di infestazioni avanzate difficili da debellare è consigliabile optare per l’olio bianco minerale.

cocciniglia mezzo grano di pepe
cocciniglia cotonosa
cocciniglia mezzo grano di pepe

Funghi

Marciume nero (Phytophthora)

Un altro pericolosissimo nemico della Phalaenopsis è il Marciume nero causato dal Fungo Phytophthora.

Questo parassita si manifesta con grandi macchie nere che si estendono rapidamente sull’intera foglia.

marciume nero

La sua presenza significa molto probabilmente che il Bark presente nel vaso è ormai vecchio e non secca adeguatamente.

 

In inverno le basse temperature e un’elevata umidità del bark rendono l’habitat ideale per la proliferazione del Phytophthora.

 

È estremamente letale, se non viene trattato tempestivamente è in grado di uccidere l’Orchidea Phalaenopsis in sole due settimane.

 

Per il suo trattamento è necessario un fungicida specifico mirato per il Phytophthora.

 

Fusarium

È forse il più temibile dei funghi, caratterizzato da un’aggressività che spesso non lascia il tempo di contrastarlo.

 

Il Fusarium è un fungo che colpisce tutte le parti della Phalaenopsis e che opera molto velocemente a livello del colletto e delle radici.

Purtroppo solo un occhio allenato può riconoscerlo prima che si manifesti.

 

Un dettaglio che può avvisarci in extremis nelle fasi iniziali è la presenza di insoliti e strani granuli biancastri tendenti al rosato sullo stelo e vicino alle radici.

fusarium

I danni che provoca alla parte esterna al substrato possono essere:

  • Fogliame giallo dall’aspetto arricciato che si presenta anche sui fiori;

 

  • Stelo che diventa marrone e risulta assottigliato e fragile;

 

  • Macchie di un marrone scuro all’interno del vaso.

 

Se sono presenti questi elementi, isolare immediatamente la Phalaenopsis dalle altre piante e asportare tutte le parti interessate, travasando in vaso sterile con un rinvaso d’emergenza.

 

Possiamo considerare salva la pianta, se a seguito del trattamento il Fusarium non si manifesta nuovamente per più di 8 settimane.

 

I danni alle radici, sono spesso irreversibili e incurabili poichè il Fusarium si insedia in maniera inespugnabile all’ interno di microfessure nei quali prolifera a velocità impressionanti.

 

Inizialmente lo si può riconoscere da radici arrossate e inspiegabilmente ammaccate come se strette da una fascetta.

 

Spesso non si fa in tempo ad accorgersene che la malattia si sparge a macchia d’olio, colorando l’apparato radicale di nero.

Quando ciò accade, è quasi certo che l’orchidea morirà.

 

Il Fusarium è un patogeno per il quale i trattamenti naturali non si dimostrano efficaci, pertanto è meglio non perdere tempo e passare immediatamente ai trattamenti di natura chimica non appena siamo certi della sua presenza.

 

Le cause dei suoi attacchi sono di solito riconducibili a irrigazioni esagerate in periodi freddi.

 

Ma anche eccessi di fertilizzazione che causano depositi di sali e aumenti dell’acidità del substrato sono grandi fattori di rischio.

Afidi, acari e tripidi

Afidi e piccoli insettini non sono molto comuni sulla Phalaenopsis coltivata in appartamento, se sono presenti significa che qualcosa nell’ambiente di coltivazione non è adeguato.

Si tratta solitamente di un ambiente troppo arido o della presenza di altre piante colpite.

 

Qualora si individuassero minuscoli puntini neri, ragnatele o puntini saltellanti, significa che la tua Phalaenopsis è stata colpita da essi.

afidi
afidi giovani

Se all’occhio non noti danni gravi e le foglie sono di un bel colore verde scuro, potrebbe essere sufficiente un trattamento a base di sapone molle.

D’altra parte, se le foglie sembrano malsane e ricoperte da macchie insolite, l’olio di neem è altamente raccomandato.

olio di neem spry
sapone molle liquido

Sapone molle + Olio di neem ➡

In casi estremi dove nessun rimedio sembra funzionare si può optare per trattamenti a base di spinosina, facendo molta attenzione.

 

Essa non è tossica per gli umani e le piante ma se dispersa nell’acqua può essere dannosa per i pesci.

marciume nero
fusarium
afidi giovani
afidi
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